Saturday, 16 October 2021 09:23

Riforma del Catasto e tassazione degli immobili: cosa potrebbe cambiare?

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Nelle ultime settimane si sente sempre più spesso parlare di Riforma del Catasto e aumento della tassazione degli immobili. Un tema che spaventa molto gli italiani. Ancora però non c'è nulla di certo. Fino al 1° gennaio 2026, infatti, le imposte continueranno ad essere calcolate con i vecchi criteri, poi le cose potrebbero cambiare. Sulla base di quanto finora è stato detto, proviamo a fare un po' di chiarezza sull'argomento cercando di capire cosa prevede la riforma catastale, in cosa consiste e cosa potrebbe cambiare.

 

Cos'è il Catasto

Il Catasto italiano è l'inventario dei beni immobili presenti nel territorio nazionale. È suddiviso tra:

  • Catasto Terreni, comprendente l’elenco di tutti i terreni di natura agricola ovvero comunque inedificati

  • Catasto Edilizio Urbano, costituito dalle costruzioni di natura civile, industriale e commerciale

Le finalità istitutive del Catasto sono censire le proprietà immobiliari, tenerne evidenti le mutazioni e realizzare i presupposti per una equa imposizione fiscale.

Chi controlla

La gestione delle banche dati catastali e lo svolgimento dei relativi servizi sono stati affidati all’Agenzia del Territorio che ha ereditato le competenze del Dipartimento del Territorio del Ministero delle Finanze. Dal 1° dicembre 2012, l'Agenzia del Territorio è stata incorporata nell'Agenzia delle Entrate.

Riforma del Catasto

La riforma del Catasto, oggetto di discussione politica in questi giorni, dovrà consistere in "una modifica della disciplina relativa al sistema di rilevazione catastale (le ipotesi) al fine di modernizzare gli strumenti di individuazione e di controllo delle consistenze dei terreni e dei fabbricati". Ad ogni unità immobiliare, oltre alla rendita catastale (come avviene ora) verrà attribuito anche "il relativo valore patrimoniale e una rendita attualizzata in base, ove possibile, ai valori normali espressi dal mercato".

In tal senso, saranno previsti anche meccanismi di "adeguamento periodico" in relazione alle mutazioni delle condizioni del mercato immobiliare. Come premesso, questi nuovi dati sugli immobili dovranno essere disponibili dal 1° gennaio 2026.

Scopo della riforma del Catasto

Alla base della riforma catastale vi è un duplice obiettivo. Da una parte, individuare e censire i cosiddetti immobili "fantasma" (che sarebbero oltre 1,2 milioni); dall'altra parte, ottenere rendite catastali più affini ai valori di mercato.

Diversi economisti ed esperti di catasto, hanno infatti affermato che oggi esiste un problema di equità. La rendita catastale media relativa agli immobili del gruppo A, è pari a meno di 500 euro annui, pari al 10-15% circa della rendita catastale. In pratica, le informazioni catastali sono vetuste ed ormai obsolete perché non aggiornate. Da ciò consegue una mancata omogeneità nel calcolo dei tributi.

Riforma Catasto e aumento tassazione sugli immobili

Passiamo quindi all'argomento “caldo” che più interessa ai contribuenti. Gli italiani infatti si chiedono se, a seguito di tale riforma, le imposte sulla casa aumenteranno.

Per il momento parrebbe di no. All'articolo 7 della bozza, si legge infatti che le nuove informazioni non saranno utilizzate "per la determinazione della base imponibile dei tributi la cui applicazione si fonda sulle risultanze catastali": Imu, imposte di registro, tasse di eredità o donazione e reddito Isee.

Riforma Catasto: chi pagherà di più?

Come ha avuto modo di spiegare l'economista ed esperto di fisco Vieri Ceriani, già sottosegretario al Mef durante il governo Monti, la nuova riforma dovrebbe avvantaggiare molti, "in particolare le periferie e gli immobili più nuovi, mentre i centri storici pagheranno di più". In pratica, chi abita nelle zone centrali delle grandi città, oggi ha una rendita catastale generalmente più bassa perché l'abitazione è stata accatastata prima. La stessa casa messa in affitto ha però una rendita molto maggiore rispetto ad un'abitazione costruita in una zona non di pregio.

Il Premier Draghi ha tenuto a specificare che, con la revisione della rendita catastale, si è voluto fare "un'operazione di trasparenza per riequilibrare il carico fiscale. Ci sono tante persone che pagano troppo e tante che pagano meno di quello dovuto".

Comunque sia, i nuovi dati catastali verranno resi disponibili "a decorrere dal 1° gennaio 2026". Fino a tale data, le imposte sulla casa continueranno quindi ad essere calcolate utilizzando i vecchi criteri.

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Come detto più volte, valutare un immobile non è cosa semplice. E con tali riforme in arrivo, la situazione diventerà ancor più complicata. Dal momento che l'acquisto di una casa è una spesa importante, soprattutto sotto il profilo economico, è fortemente consigliato affidarsi a professionisti esperti e preparati, in grado di effettuare nella maniera più precisa e veritiera la stima dell'immobile.

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