Monday, 12 October 2020 16:00

Mutui mai così bassi. È il momento di approfittarne

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Il mercato dei mutui è quanto mai altalenante, basta guardarsi indietro e far scorrere la cronistoria finanziaria per rendersene conto.

In questo particolare momento storico, la crisi economica innescata dal Covid-19 ha influito non poco anche in questo settore, portando i prestiti ipotecari verso nuovi guinness.

Fisso o variabile?

Il cruciale dubbio che affligge tutti nel momento di accendere un mutuo è sulla tipologia di tasso da applicare.

Ricordiamo le differenze.

  • Rata a tasso fisso: si decide in sede di erogazione del mutuo e rimane invariata per tutta la durata del mutuo stesso
  • Rata a tasso variabile: il tasso viene calcolato sulla base di parametri di riferimento i cui valori possono variare nel tempo, quali l’Eurirs e l’Euribor, cui va aggiunto lo spread (costo che la banca aggiunge al tasso di riferimento)

Oggi sia la soluzione a rata variabile che quella a tasso fisso sono scese.

Per mutui non superiori al 50% del valore dell’immobile siamo, per la prima volta, sotto la barriera dello 0,5%. Nel primo caso il Tan (Tasso annuo nominale) si è spinto fino a un minimo dello 0,3%, nel secondo allo 0,4%. Anche il Taeg (il tasso a cui si arriva aggiungendo agli interessi tutte le altre spese) sta volando ai minimi (dallo 0,44% sul variabile e dallo 0,63% sul fisso).


La convenienza delle surroghe

Stesso discorso per le surroghe: l'operazione tramite la quale un mutuo aperto in un istituto di credito viene spostato in un altro che offre condizioni più vantaggiose  in termini di tasso e/o durata.
Se infatti una volta questa operazione costava un po’ di più rispetto all’erogazione di un mutuo, ora quest’altra barriera è stata infranta. Il sovrapprezzo che storicamente la surroga si porta dietro è del tutto svanito, assorbito dalle strategiche politiche di marketing messe  a punto dalle banche in un anno che ha visto ridotto di molto le compravendite.

Il record del tasso fisso 

Il crollo dei tassi si registra soprattutto sul fisso. 

Vediamolo nello specifico: se a inizio 2019 questa opzione, nella più rosea delle ipotesi, costava attorno all’1,5%, oggi alcune banche lo offrono addirittura sotto lo 0,5% (media dello 0,54%). 

Nel frattempo i variabili sono passati dallo 0,7% allo 0,4%.

Sempre più in basso. Perchè?

Abbiamo quindi visto che tasso fisso e tasso variabile sono entrambi scesi. Ma perchè? Per ragioni diverse.

Per il tasso variabile ha influito il fatto che, dopo lo scoppio della pandemia, l’istituto di Francoforte ha congelato gli indici Euribor. Discorso diverso per il fisso che, invece, dipende dall’andamento dei tassi nel medio-lungo periodo (Eurirs) e quindi dall’evoluzione delle prospettive di inflazione. Con la pandemia le stime dell’inflazione a 10 anni nell’Eurozona sono crollate allo 0,7% nel mese di marzo per poi risalire all’1,2% (un livello comunque molto basso). 

A conti fatti, gli Eurirs sono diminuiti molto più degli Euribor e il divario tra fisso e variabile è praticamente nullo.

Ecco perchè oltre il 90% dei nuovi mutui, quanto delle surroghe, trova naturale approdo nel tasso fisso.

Sei stai per acquistare casa e sei orientato al tasso fisso, approfitta delle attuali eccezionali condizioni.

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